L’importanza di bere buona acqua

L’Uomo è acqua. E quindi bisogna bere acqua

Il corpo umano è costituito in buona parte di acqua. Non c’è una percentuale fissa. Ma è una percentuale alta. Non è fissa perché cambia dal 90 % dei primi giorni di vita al 40 % degli anziani. Può essere più elevata in una persona muscolosa e meno in una con massa grassa. Negli uomini più che nelle donne. Però c’è una media, ed è il 60-65 %. L’acqua nel corpo umano ha compiti fondamentali. Regola le temperature, trasporta nutrienti e rifiuti del metabolismo, si occupa del volume cellulare, è basilare nelle reazioni chimiche utili alla vita. L’acqua si trova nelle cellule e nella vita extracellulare: plasma, linfa, liquido cefalorachidiano e altro ancora. La nostra vita è dunque in pericolo se non beviamo a sufficienza. Uno “sciopero della fame” è meno rischioso di uno “sciopero della sete”. Perché perdiamo acqua ogni giorno, sotto forma di urina e con il sudore. E bisogna reintegrare ogni giorno. Chi dona sangue, per esempio, sa cosa deve fare subito dopo aver donato: bere. Tanto. La razione di acqua media giornaliera, per tutti, si attesta tra 1,5 e 2 litri. Sembra tanto, ma un rapido conteggio ci fa capire che si tratta da sette a dieci bicchieri. Non è cosa impossibile. Risulta ovviamente importante far bere chi non se ne può ricordare facilmente: i bambini per esempio. E più ancora chi è avanti negli anni. Negli anziani, infatti, diminuisce progressivamente la funzionalità dei centri nervosi cerebrali capaci di regolare fame, sete e temperatura corporea. Dunque non avvertono la sete. Hanno però assoluto bisogno di acqua, come tutti. È noto quanto sia facile per un anziano incorrere nella disidratazione. E però è una delle condizioni più pericolose, considerando i rischi connessi con l’età. Dunque, sempre e comunque: bere acqua. Non è una medicina, non è solo l’elisir di lunga vita. È l’atto nutritivo più semplice e basilare che si possa compiere.

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